Home » Consulenza nutrizionale

Consulenza nutrizionale

 - Naturalmente in forma


Dott.ssa Patrizia Bontempelli



“Fa che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo”

                                             Ippocrate






 
    -          Valutazione psico-comportamentale
    -          Anamnesi alimentare e familiare
    -          Valutazione della composizione corporea con 
     Bioanalizzatore tricompartimentale
    -          Calcolo del BMI
    -         Analisi del metabolismo e misurazione del dispendio
     energetico con Armband (Holter metabolico)
    -         Test genetici sul DNA
    -         Stesura di piani alimentari personalizzati
    -         Controlli periodici ( settimanali)
    -         Impiego di oligoelementi, floriterapia, integratori
    -         Disturbi del comportamento alimentare
    -        Terapia cognitivo comportamentale di gruppo con il supporto di un counselor
-    Nutrizione sportiva

 
Ogni "paziente" dovrebbe avere con il proprio nutrizionista un rapporto di cordialità e fiducia. Perchè il trattamento dietetico abbia veramente effetto è necessario instaurare una certa complicità con il nutrizionista, il quale dovrebbe discutere assieme alla persona i problemi che l'hanno spinta verso un trattamento dietetico e le possibili soluzioni, al fine di intervenire nel modo più corretto senza troppo gravare sulle abitudini alimentari e lo stile di vita soggetto stesso. E' quindi importante instaurare un vero e proprio rapporto umano, fondato sulla stima e la fiducia reciproci: il "paziente" deve credere nelle capacità del proprio nutrizionista ed impegnarsi seriamente nel seguire le indicazioni che gli vengono fornite, dall'altra parte, il nutrizionista deve coinvolgere attivamente il soggetto nella stesura di una dieta mirata e personale, credendo nella volontà di seguirla dello stesso, e nel suo impegno per ottenere risultati concreti.
E' con quest'ottica che effettuo le mie consulenze nutrizionali, come se il trattamento fosse un percorso da intraprendere assieme al “paziente”, passo dopo passo, verso la soluzione dei problemi che l'hanno spinto a rivolgersi a me.  

Colloquio e raccolta dati generici: è la prima fase della consulenza in cui parlo con la persona, per conoscerla, capire il motivo per il quale intende seguire una dieta ed esaminare i motivi che l'hanno spinta a chiedere un aiuto al nutrizionista. Durante il colloquio avviene una prima raccolta di dati utili alla stesura del piano dietetico, riguardanti sia le abitudini alimentari che lo stile di vita della persona.
Durante il primo colloquio viene svolto un lavoro di conoscenza, anamnesi alimentare e famigliare, per capire il motivo per il quale intende seguire una dieta ed esaminare i motivi che l'hanno spinta a chiedere un aiuto al nutrizionista. Avviene una prima raccolta di dati utili alla stesura del piano dietetico, analisi degli esami di laboratorio, abitudini alimentari, stile di vita della persona.

L'anamnesi familiare prevede due soli ambiti: gli ascendenti (i genitori e i nonni) e i collaterali (fratelli e sorelle). Si indaga dunque sullo stato di salute dei genitori e dei collaterali del paziente o sulla loro eventuale età e causa di morte. Questo punto è molto importante per conoscere i fattori di rischio genetici (che possono essere visualizzati tramite un test del DNA), ambientali, o l'eventuale predisposizione familiare. Alcune condizioni patologiche non si trasmettono con modalità ereditaria ma è provata la predisposizione familiare.
In questa fase effettuo valutazioni antropometriche (rilevazione di peso, altezza, circonferenze e calcolo del BMI).. La valutazione della composizione corporea viene effettuata attraverso l'uso di un bioanalizzatore tricompartimentale, che permette di calcolare la composizione corporea in termini di massa grassa, la massa magra, muscolatura, acqua corporea totale, intra ed extra cellulare. Sia la misurazione antropotmetrica che il rilievo bioimpedenziomentrico sono necessari per stimare lo stato di nutrizione della persona e per svolgere i calcoli dei fabbisogni energetici, al fine di poter elaborare un piano alimentare ottimale e specifico per ognuno.
L'anamnesi alimentare è un'indagine che mi permette di conoscere le abitudini alimentari del soggetto sia attuali che passate, le eventuali terapie nutrizionali pregresse, i suoi gusti ed il generale stile di vita che conduce. Già in questa fase posso consigliare alla persona eventuali cambiamenti che sarebbe salutare adottare, sia a tavola che, in generale, nella vita di tutti i giorni. Il passo successivo è la stima del fabbisogno energetico della persona. Questo avviene indagando sulle attività quotidiane che il soggetto svolge, come lavoro, sport, hobbies ed interessi, e rapportando il tutto alle misurazioni antropometriche e bioimpedenziometriche precedentemente effettuate. In questo modo posso sviluppare un programma dietetico che sia il più vicino possibile alle abitudini ed alle esigenze del soggetto, senza perdere di vista gli obiettivi che, insieme, ci siamo prefissati di raggiungere.
 
La discussione del problema e delle possibili soluzioni è una parte importante della consulenza nutrizionale in quanto, insieme alla persona, si discute il problema che l'ha spinta all’accumulo del peso e successivamente verso il percorso dietetico ed, una volta inquadrato chiaramente il "problema", concordiamo insieme le soluzioni che più si adattano al caso.

Il piano alimentare sarà consegnato secondo le modalità concordate con il soggetto stesso.

Nuove frontiere della ricerca alimentare

Nutrigenetica e Nutrigenomica: due facce della stessa medaglia

“Come i nostri geni utilizzano i cibi e come i cibi modificano l’espressione dei nostri geni”

La NUTRIGENETICA: è la scienza che studia come le caratteristiche genetiche dell’individuo modulano la risposta ad un determinato fattore dietetico.

La NUTRIGENOMICA: è una scienza multidisciplinare che studia come i diversi composti presenti nell’alimento influenzano l’espressione genica in ogni singolo individuo.

Le interazioni tra alimentazione-nutrizione e genetica contribuiscono all’insorgenza di alcune patologie.

Può una sostanza essere un nutriente essenziale per un      soggetto e non per un altro?
• Le richieste nutrizionali possono essere diverse in relazione al patrimonio genetico?

Mai come in quest'epoca si è assistito a un'attenzione tanto particolare per tutto quello che riguarda la medicina preventiva da parte di chi vuole mantenersi giovane e in buona salute il più a lungo possibile o vuole semplicemente sentirsi al massimo delle proprie capacità.

La nutrigenetica allarga enormemente le opportunità di prevenzione e diagnosi, consentendo di rallentare l'invecchiamento e di migliorare la qualità di vita attraverso percorsi nutrizionali personalizzati.

La nutrigenetica, in quanto medicina predittiva, si occupa di diagnosticare una predisposizione familiare chiara allo sviluppo futuro di determinate malattie. Le malattie correlabili all'alimentazione che vengono oggi indagate sono prevalentemente: le malattie cardiovascolari, il diabete, l'obesità e altre patologie metaboliche.

Gli alimenti non hanno solo una valenza di cibo, ma possono svolgere un ruolo nella prevenzione delle malattie.
 
Scienziati americani ed australiani hanno dimostrato che in un gruppo di soggetti presi a campione per lo studio avevano precedentemente tentato di dimagrire senza successo. Una metà di loro, sottoposta di nuovo ad una dieta classica, non ha mostrato miglioramenti mentre l'altra metà, sottoposta ad un regime alimentare basato sulle caratteristiche genetiche di ogni partecipante, ha ottenuto risultati eccezionali nella perdita di peso.

Quando un alimento (o una famiglia di alimenti) che mal tolleriamo entra in contatto con il nostro organismo, viene promossa una reazione immunitaria assai complessa che, a sua volta, genera uno stato infiammatorio. A soffrirne saranno quegli organi o quegli apparati che già si trovano in uno stato di limitazione funzionale, cioè in quei distretti in cui vi siano presenti disturbi o "debolezze" che non necessariamente siano clinicamente manifeste (es. bronchite cronica, affezioni dermatologiche ricorrenti, gastriti e/o coliti recidivanti ecc....).
  

Per procedere ad un’analisi genetica volta all’individuazione delle proprie caratteristiche genetiche influenzate dall’alimentazione, occorre procedere con un semplice tampone salivare prelevabile dalla bocca (proprio come fanno nei film…). Una volta prelevato il tampone salivare, analizzato il Dna viene forniscono il profilo genetico rappresentato per aree metaboliche, da cui si rilevano anche predisposizioni a osteoporosi, diabete e malattie cardiovascolari. Ne emerge anche un’indicazione sulla “predisposizione” metabolica verso carboidrati e grassi. Da questo dato, conoscendo gli altri parametri come età, sesso, costituzione, attività fisica e lavorativa, si può quindi ricavare un’indicazione dietetica individuando il fabbisogno proteico e distribuire di conseguenza i nutrienti durante il giorno. Il profilo nutrizionale che ne esce è utile non solo per perdere il grasso in eccesso, ma può avere anche uno scopo preventivo e anti-aging. Quest’ultimo fattore è certamente molto importante, legato non solo all’invecchiamento ma anche alla cura di molteplici patologie. Molte fra le cause di invecchiamento sono legate all’alimentazione come lo stress ossidativo, l’alterazione della resistenza insulinica, il livello di acidi grassi liberi, variazioni ormonali, fornitura di antiossidanti alimentari. La ricerca genetica mette quindi in risalto come i nutrienti abbiano effetti diversi da persona a persona.

Pertanto la corretta alimentazione è, nello specifico di ogni individuo, il risultato di complesse interazioni tra fattori genetici e fattori dietetici.

Per il dimagrimento, la Nutrigenetica analizza geni coinvolti nell’accumulo del grasso corporeo, nella regolazione del metabolismo dei lipidi e nella sensibilità all’insulina.

I risultati del test permettono di individuare la composizione in macronutrienti ideale per ottimizzare il dimagrimento e mantenere a lungo i risultati ottenuti.